Novità su brevetti e marchi

Le più recenti norme giuridiche in materia di brevetti

novità agenzia brevetti

Opposizione registrazione marchi italiani

Dal 1 luglio 2011 sarà possibile presentare all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi un' opposizione alla registrazione di marchi in Italia.

I titolari di registrazioni di marchi uguali o simili registrati precedentemente, che ritengono il marchio successivo in contraffazione con il proprio, potranno rivolgersi all'Ufficio affinché quest'ultimo rifiuti la registrazione successiva.

Si tratta di una nuova procedura, amministrativa e non giudiziaria, che può riguardare sia le domande di registrazione italiane, depositate a partire dal 1° Maggio 2011 e pubblicate sul Bollettino ufficiale, sia le domande di registrazione internazionale, depositate presso l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale e designanti l'Italia, pubblicate sulla relativa Gazette a partire dal1° luglio 2011.


ABM Agengia Brevetti & Marchi S.r.l.

Dal 1° Gennaio 2010 i nostri clienti potranno ricevere avvisi di scadenza e fatture per le loro pratiche, inviate dalla società ABM Agenzia Brevetti & Marchi S.r.l, con sede a Pisa. Questa società collabora con lo studio ABM per la gestione amministrativa di pratiche in materia di brevetti, marchi, design, modelli di utilità in Italia ed all’estero.


Registrazione comunitaria di un marchio

Dal 1° Maggio 2009 ottenere la registrazione comunitaria di un marchio sarà più economico. Infatti l'Uami ha eliminato l'obbligo di pagamento della tassa di registrazione, abbattendo di circa il 40% le spese totali per la tutela di un marchio comunitario.


Brevetto italiano

Finalmente anche le domande di brevetto italiane saranno oggetto di ricerca di anteriorità, con conseguente emissione del rapporto di ricerca. L'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ha infatti stipulato un accordo con l'Organizzazione Europea dei Brevetti, affinché l'Epo effettui per conto dell'Uibm le ricerche di anteriorità sui trovati oggetto delle domande di brevetto depositate in Italia a partire dal 1° Luglio 2008.

Questa ulteriore attività, che mette l'Italia al passo con molti altri paesi europei, non comporterà aumenti di tasse a favore dell'Ufficio, ma impone al richiedente di depositare anche la traduzione in inglese delle rivendicazioni.


London Agreement

Il 1° Maggio 2008 è entrato in vigore il London Agreement, grazie al quale 14 paesi aderenti alla Convenzione sul brevetto europeo rinunciano, totalmente o parzialmente, al deposito della traduzione nella propria lingua della descrizione e delle rivendicazioni del brevetto, come rilasciato al momento della convalida del brevetto europeo.

In sostanza, il titolare di un brevetto europeo, affinché il titolo di privativa possa godere di tutela, entro tre mesi dalla concessione del brevetto, deve convalidare quest'ultimo nei paesi di suo interesse, depositando la traduzione nella lingua ufficiale dello stato sia della descrizione che delle rivendicazioni.

Questo determina un alto costo per il titolare, tenuto conto che gli stati in cui si va a convalidare il brevetto sono generalmente sempre più di uno. Ora, grazie a questo accordo tra stati, la spesa si riduce sostanzialmente. Infatti, i paesi che hanno già ratificato l'Accordo, rinunciano, almeno in parte, a questo onere di deposito della traduzione.

In particolare, per convalidare un brevetto europeo in Gran Bretagna, Svizzera, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Francia e Germania non sarà più necessario depositare alcuna traduzione. Croazia, Svezia, Danimarca, Islanda e Olanda non richiedono la traduzione della descrizione se essa è già in inglese, mentre solo per le rivendicazioni è necessaria una traduzione nella lingua ufficiale del paese. Lettonia e Slovenia, infine, esigono la sola traduzione delle rivendicazioni nella propria lingua.

Poiché la maggior parte delle domande di brevetto europeo delle aziende italiane viene depositata direttamente in lingua inglese, si intuisce quale risparmio il titolare del brevetto ottiene da questo Accordo. Purtroppo, ad oggi, paesi come l'Italia e la Spagna non hanno ancora ratificato il "London Agreement", necessitando, quindi, ancora del deposito nella propria lingua sia della descrizione che delle rivendicazioni. Ci auguriamo una progressiva ratifica da parte di tutti gli stati aderenti alla Convenzione sul Brevetto Europeo.


Abolizione della clausola di salvaguardia

Dal 1° Settembre 2008 entrerà in vigore il nuovo Articolo 9sexies paragrafo 1 del Protocollo di Madrid, con il quale viene sancita l' abolizione della clausola di salvaguardia. In pratica, dal 1 Settembre 2008, nelle registrazioni internazionali di marchio, le domande di marchio originate da stati aderenti sia all'Accordo che al Protocollo di Madrid (quale l'Italia) o designanti stati aderenti sia all'Accordo che al Protocollo di Madrid (quale l'Italia), saranno governate solo e soltanto dal Protocollo.

Le conseguenze pratiche di questa nuova previsione saranno:

  • ogni domanda internazionale potrà essere redatta in Inglese, Francese o Spagnolo
  • le tasse subiranno un incremento da 73 Franchi Svizzeri a 100 per ciascun paese designato
  • il deposito di base potrà essere tanto una domanda di registrazione che una registrazione di marchio
  • in alcune procedure si potrà adire direttamente l'Ompi senza passare necessariamente attraverso il Paese d'origine.

 

Modifica classificazione marchi europei

Nuova interpretazione in materia di classificazione di prodotti/servizi per domande di registrazione/registrazioni di marchi europei

L’Ufficio EUIPO, organo preposto alla procedura di registrazione dei marchi europei, ha recentemente modificato la sua interpretazione sul concetto di “class headings” nella descrizione dei prodotti e dei servizi per i quali si invoca tutela al momento della presentazione della domanda di registrazione di marchio.

In sostanza, l’Ufficio, al fine di rendere più chiara l’estensione del titolo di privativa sui marchi, ha deciso che non è più sufficiente indicare al momento del deposito della domanda di registrazione una descrizione generica dei prodotti/servizi (ad esempio “abbigliamento”), ma è necessario specificare i singoli prodotti/servizi (ad esempio, “abiti, gonne, camicie”, ecc) protetti dal marchio.

Questa interpretazione è stata recepita anche a livello normativo nell’Art. 28 del Nuovo Regolamento in vigore dal 23 Marzo 2016. La conseguenza del mancato rispetto di tale condizione comporterà la tutela dei soli prodotti e/o servizi dettagliatamente indicati.

L’Art. 28 (8) stabilisce inoltre che tale disposizione si applichi anche alle domande già registrate.

Pertanto, al fine di permettere un adattamento alla nuova normativa, l’EUIPO concede un termine (24 Settembre 2016) per sanare dette registrazioni, depositando una Dichiarazione con la quale si specificano dettagliatamente i prodotti ed i servizi che si intendono effettivamente tutelare.

CHI RIGUARDA?

Tutti i titolari di registrazioni di marchio europeo o di registrazioni internazionali designanti l’EU, depositate prima del 22 Giugno 2012 e registrate prima del 23 Marzo 2016

COSA FARE?

Depositare una dichiarazione all’EUIPO indicante nel dettaglio i prodotti e/o i servizi che si intendono tutelare con la registrazione

TERMINE?

Entro 24 Settembre 2016. Il termine indicato non è estensibile

CONSEGUENZE?

In caso di mancato adeguamento, la registrazione coprirà solo e soltanto i prodotti e/o i servizi indicati in senso letterale

COME POSSIAMO AIUTARTI?

Nel caso siate interessati, Vi preghiamo di restituirci questa comunicazione firmata (via email a sgiannetti@abmpat.com o via telefax n. 0508310708), ENTRO IL 20 AGOSTO 2016, indicando dettagliatamente i prodotti e/o i servizi ai quali già applicate o intendete applicare il marchio oggetto della registrazione.

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